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IL PICCOLO MOSES, NON C’È VITA SENZA AMORE

Una storia vera, scritta da Rita Ranucci

2023-04-28_gemellaggi italia solidale africa mondo solidale
“Moses… il piccolo Moses…
compari quando meno me l’ aspetto e quando però Dio sa che ne ho bisogno… grazie perché mi ricordi che la vita è più forte di tutto e di tutti, che è possibile farcela. Un giorno lo so ci riabbracceremo, mi immagino già i pianti di gioia visti quelli che mi suscita vederti ogni volta.
Non so perché scrivo di te, a te, qui dove tutti possono leggerci adesso, ma credo che in fondo sia io che te ci meritiamo di uscire allo scoperto.
Ti ho incontrato in uno dei miei primi viaggi in Uganda come volontaria di Italia Solidale.

Un viaggio per ridare valore e dignità alla vita di ogni persona, non per fare cose. Un viaggio che aveva in sé il germe potente della guarigione che si ha con questo carisma, con i gemellaggi e le relazioni.
I tuoi genitori impauriti e soli aspettavo solo il giorno in cui saresti morto, questo mi dissero quando gli chiesi tu dov’eri.
Ti avevano messo lì ad aspettare la fine, nella loro capanna di fango e paglia, solo e al buio anche se lo sapevano che a te il buio faceva paura.
Tuo papà e tua mamma che sofferenza ma che umiltà!!

Ricordo gli occhi di tuo papà quando ha visto il video del bambino intrauterino. Come gli occhi di tanti “poveri” con cui collaboriamo, guardò quel video entrandoci dentro, senza un secondo di testa.  
Dopo il video iniziò a parlare della sua storia e la tua. Lui e il suo HIV e quello di sua moglie, tua madre, contagiata da lui e rimasta con lui, l’essere stati ghettizzati da tutti per questo, la paura di morire vissuta durante tutta la gravidanza, che è entrata come un veleno dentro di te.
Il giudizio e la paura li rendevano impotenti davanti alla chiamata grande che gli facevi di prendersi cura di te, tu bambino creato sano e per grazia di Dio sano, e tu in difesa da tutto questo così tanto da essere paralizzato.
 
Non avrei mai pensato di trovarti così, ridotto solo a pelle e ossa e grandi occhi che cercavano luce ed amore, quando sono entrata nella tua capanna. So che chi ci legge magari non può neanche immaginare come stavi, ma il nostro cuore lo sa. Prenderti in braccio, portarti alla fuori, davanti a tutti, iniziare a cantare per te, prendere la mano di tua mamma spaventata nella mia per portarla verso di te… sei tu che hai salvato me dalla mia paralisi e mi hai aiutato ad amare. Dio ha usato te per guarire anche me.
Da quel momento i tuoi genitori sono cambiati, hanno iniziato a vederti come vivo e bisognoso d’amore. Anche loro ti hanno preso in braccio, sono stati con te, facendoti toccare ed amare da tutta la comunità.
 
Non smetterò mai di ringraziare Salvina che dall’ Italia ha detto subito sì ad adottarti a distanza appena gli parlammo di te e che continua ad accompagnare la tua completa guarigione e quella della tua famiglia unita alle famiglie di Panyango Solidale.
Oggi sei un bambino bellissimo, non parli, ma parli con i tuoi occhi, io e te lo sappiamo.
Dici a me e a tutti di non avere paura, di lasciar andare i giudizi, per vivere, credere, lottare, per farci amare dall’amore grande di Cristo presente nei più sofferenti, nei bambini, in questi scambi di amore che sono i gemellaggi.
 
Oggi mi ricordi qual è la mia vocazione e prego che scrivendo qui per i tanti bambini che stanno aspettando questo amore per vivere, tanti italiani amino, iniziando un gemellaggio con Italia Solidale, perché non c’è vita senza amore e tu per me Moses sarai sempre messaggero di Dio per questo.
Grazie, ti voglio bene piccolo mio”.
 
Questa è l’essenza dell’esperienza dei gemellaggi con Italia Solidale, fondati sul Carisma di Sviluppo di Vita e missione, un’esperienza che puoi fare ora anche te:
 
– attivando personalmente un gemellaggio
 
– promuovendo quest’esperienza a una persona cara all’altezza di viverla
 
– approfondendo i libri fondativi del carisma vosvim
 
di Rita Ranucci

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