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TESTIMONIANZA DI BAZIL BUKEEDO, DA MUBENDE SOLIDALE-UGANDA SOLIDALE

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Caro Padre Angelo, Sono Bazil, missionario nelle missioni di “Italia Solidale – Mondo Solidale” a Mubende in Uganda. Ti saluto con molta gioia e sono così felice di partecipare al tuo compleanno. Sento con tutte le forze che questa non è solo una mera celebrazione dei tuoi 91 anni di vita e di entrata nel 92mo anno, ma una celebrazione di quello che Dio compie continuamente, grazie alla tua partecipazione alla vita di ogni persona al mondo che soffre nello spirito e nel corpo, attraverso il carisma che Lui ti ha rivelato. Hai liberato molti di noi quando eravamo sull’orlo della nostra morte interiore, soffrivamo senza renderci conto delle vere radici delle nostre sofferenze, e avevamo perso la strada. Sapevamo solo giudicarci l’un l’altro, dando la colpa dei nostri problemi a fattori esterni, senza renderci conto dei diavoli dentro ognuno di noi, nascosti nel nostro inconscio.

La tua scoperta dell’”Io potenziale”, dell’”Io reale”, e delle “identificazioni negative” che si registrano sulle cellule nervose inconsce che non cambiano, è stato un duro colpo alla falsità diabolica che qui da noi si manifesta anche in molte e svariate organizzazioni, ONG e centri di consulenza di ogni genere che dicono di aiutarci, ma rimangono solo e sempre superficiali ed hanno la pretesa di risolvere le sofferenze nelle famiglie con giudizi, ragioni, false leggi e con la presunzione dell’io. Cosa è successo con questo tipo di intervento superficiale che applicava le leggi false, le religioni ridotte, le culture degli uomini e gli interventi semplicemente “organizzativi”, sulle profonde sofferenze delle famiglie? Gli uomini hanno continuato a bere molto alcol, hanno continuato ad essere terribilmente violenti e poligami nelle famiglie; le donne hanno continuato ad essere sempre più sottomesse, riducendosi all’estremo e finendo per adattarsi e accettare impotenti la violenza dei mariti.

Uomini e donne sono finiti entrambe nella stregoneria e in altre false tendenze culturali nel tentativo fallimentare di risolvere i loro drammi, i bambini hanno continuato a soffrire molto nella confusione dei loro genitori immaturi e inconsciamente hanno ripetuto lo stesso quando sono cresciuti. Questa catena di confusione spiega anche la mia vita, come Bazil, prima di incontrarti attraverso i contenuti dei libri e dei documenti che hai scritto e anche nei tuoi audio e video, ed è la descrizione della vita di tante persone qui. Penso alla vita poligama e violenta di mio padre e all’incapacità di mia madre di prendere posizione di fronte a questi mali che hanno fatto sì che lei mi abbandonasse alla mia zia violenta.

Tutte le sofferenze che ho subito mi hanno plasmato a diventare un “satellite”, e non più splendente come una stella, un ragazzo silenzioso e docile che si incastrava bene nella struttura del clan, ed aveva perso ogni possibilità di esprimersi. Incontrare questa nuova cultura di vita da te vissuta e testimoniata è stata una vera e propria rivoluzione per me. Ho smesso di giudicare ed ho invece iniziato ad amare, ho smesso di “assistere” ed ho iniziato ad essere nella vera carità e piano piano ho così potuto sostenere tutti i miei fratelli che ora fanno parte delle comunità in tutte le 5 missioni che oggi abbiamo a Mubende e che stanno crescendo. In queste missioni ciascuno si impegna seriamente a vedere questi condizionamenti deleteri, ad affrontare con vera luce, e a risolverli con la Croce di Cristo e la propria croce, con la carità verso i fratelli vicini e lontani, con l’esperienza comunitaria. È una gioia per me vedere oggi così tante persone e famiglie dedicate che fanno un grande cammino di sviluppo di vita e missione.

Siamo in un periodo particolare in cui il nostro distretto di Mubende è diventato l’epicentro di un’epidemia di virus Ebola, ma sono molto toccato dal vedere che le famiglie sono molto più preoccupate per i virus inconsci che si sono intelligentemente insinuati in noi con le falsità del clan, della falsa religione, della stregoneria, delle culture ancestrali e che tormentano così anche il rapporto con le nostre stesse forze e dunque il rapporto con Dio e dunque il rapporto con gli altri. Questo non significa che chiudiamo un occhio sui virus Covid ed Ebola, siamo molto prudenti e vigili in mezzo a questa situazione, ma sappiamo bene che senza il nutrimento dei tuoi libri e documenti, senza gli audio quotidiani che i volontari di Italia Solidale ci traducono, senza l’esperienza della comunità, senza la partecipazione di ogni persona alla propria vita e alla vita degli altri, noi ci perdiamo, perdiamo Dio e perdiamo gli altri. Quindi siamo positivi anche in questa situazione negativa perché siamo missionari e crediamo che il Signore ci benedirà se permaniamo con il carisma, nella carità per tutti e ci farà andare oltre questi virus.

C’è un fortissimo e profondissimo movimento a Mubende ed evidentemente questo fatto scatena la negatività del diavolo che non è contento di questo, ma se persistiamo in Dio e nella carità, vinceremo. Dio ci chiama solo a raccogliere la messe nel suo giardino di vita, che significa che vuole solo la nostra partecipazione, il nostro impegno, i frutti sono già lì per noi da raccogliere. Questo lo abbiamo visto coi nostri occhi in tanti incontri missionari che abbiamo avuto qui nel sud del mondo con i generosi donatori locali che ogni famiglia delle nostre missioni ha trovato per un bambino e una famiglia di un altro continente, così come le famiglie povere delle missioni degli altri continenti li hanno trovati per noi. Lo abbiamo visto anche negli incontri con i donatori italiani in ogni regione d’Italia. Questa comunione mondiale, che tu hai sostenuto con i tuoi documenti, che porta tante famiglie italiane a coinvolgersi con le famiglie del Sud del mondo e che porta ogni famiglia delle missioni in Africa, India e Sud America, a trovare un donatore locale per un bimbo di un altro continente, dà vita ad un’autentica eucarestia mondiale che non c’è mai stata e che è il vero cammino della pace.

Un esempio concreto che il Signore ci ha manifestato in questi giorni è la vita della famiglia di Naome e del marito Tony la cui bambina è stata adottata a distanza dalla donatrice dell’Umbria Lorella. Il giorno stesso in cui era previsto che la famiglia incontrasse Lorella per la prima volta, 2 mesi fa, Tony ha avuto un incidente gravissimo ed è stato portato d’urgenza prima all’ospedale di Mubende e poi all’ospedale nazionale di Mulago a Kampala, perché è entrato in coma. Sua moglie incinta si è dovuta prendere cura di lui, mentre una delle famiglie della piccola comunità si è presa carico dei figli di Tony e Naome e l’intera comunità manteneva uno stretto rapporto con questi bambini, sostenendoli in tutti i bisogni mentre i genitori erano assenti. Quel giorno Lorella ci rivelò che anche lei anni fa aveva avuto un incidente grave in cui il figlio era morto e lei era entrata in coma per 3 mesi. In questa grave situazione, le voci dei parenti insinuavano in Naome l’idea che suo marito era stato stregato da una delle sue passate donne e che quindi sarebbe morto. 

Tony e Naome erano una coppia giovane, eppure lui si era già confuso la vita con la poligamia, ma grazie ai libri, alla comunità e all’amore della moglie, aveva già risolto gran parte delle sue immaturità sessuali ed aveva lasciato le altre donne. Naome, che già aveva ritrovato la sua identità di femmina grazie al carisma, alla testimonianza delle altre persone della comunità e alla missione, non si è fatta portare via da queste negatività ed è rimasta positiva e piena di speranza. Dopo 2 mesi, Lorella ha voluto incontrare nuovamente la famiglia, ma Tony era ancora in coma e Naomi era ancora con lui all’ospedale lontano da casa. La gioia di incontrare Lorella era tale che Naome ha voluto comunque scriverle una lettera tramite un paziente che aveva un cellulare. In questa lettera c’era solo positivo, Naome non mostrava alcun dolore, si fidava di Dio, era certa che il Signore un giorno avrebbe guarito Tony, esprimeva solo gratitudine per il gemellaggio con Lorella.

Tu P. Angelo, giustamente hai scritto nei Dieci punti di sviluppo di vita e missione che il Signore non ha mai mancato di darci il pane quotidiano, ma siamo noi che non lo riceviamo a causa dei nostri condizionamenti… Sabato scorso alle 6 del mattino ho chiamato Daniela, la volontaria di “Italia Solidale” a noi collegata, con molta gioia, perché avevo appena ricevuto una grande notizia! Volevo che informasse Lorella che giovedì Tony era uscito dal coma e il giorno dopo, nella notte di venerdì, Naome aveva dato alla luce una bella bambina. Questi non sono miracoli, sono segni della vera partecipazione di Dio alla persona e della persona a Dio.

Daniela poi mi ha detto che Lorella in quei giorni pregava per suo figlio morto nell’incidente tanti anni prima e per un’altra figlia morta molti anni fa. Nella stessa settimana, Tony ha ripreso conoscenza e Naome ha portato una nuova vita sulla terra. Questa connessione non è magica, è la vera presenza di Dio, quando usciamo da ogni passività e ci muoviamo e siamo nella carità per sostenere i nostri fratelli a partecipare alla missione e ai gemellaggi attraverso le adozioni a distanza con “Italia Solidale – Mondo Solidale”.

Il Signore ti benedica p. Angelo per tutta l’umiltà che hai sempre avuto di stare con Lui e con i poveri di tutto il mondo. Che la grazia della Madonna abbracci sempre te e la missione mondiale a cui grazie a Dio noi tutti possiamo partecipare.

Bazil Bukedo, Mubende Solidale

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