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TESTIMONIANZA DI MARIA SHERLY, BANGALORE SOLIDALE – KARNAKATA SOLIDALE

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Mi chiamo Maria Sherly, dalla baraccopoli di Ulsur, a Bangalore, in India. Io, insieme a tutte le comunità qui presenti, siamo felici ed emozionati nell’augurarti buon compleanno, caro p. Angelo Benolli!

Tutte le famiglie, le comunità e le missioni in India oggi sono unite per salutarti e augurarti buon compleanno. Personalmente io non posso che ringraziarti milioni di volte per averci donato un vero e autentico carisma per le persone che soffrono perché lontane da sé, da Dio e dalla Grazia della creazione che geme nascosta in loro.

Nelle grandi ombre delle culture umane non c’è alcun rispetto per la creazione posta per natura nell’inconscio di ogni persona. La mancanza di amore e di rispetto si tramanda da secoli e secoli e per questo noi soffriamo cadendo nella morte.

Ti voglio condividere in modo semplice la mia testimonianza, in questo giorno importante e di festa che mi fa sentire unita a te e a tutti i fratelli e sorelle di Mondo Solidale. Attraverso il carisma e i gemellaggi eucaristici oggi molti bambini, famiglie e comunità raggiungono la pienezza di vita e un’autentica salvezza. Io sono una di queste vite letteralmente salvate, che senza questa missione oggi probabilmente non sarebbero vive. Io vivo e sono cresciuta nella baraccopoli di Ulsur, in una piccola capanna. Mio padre era pittore e mia madre faceva la donna delle pulizie. Io sono una delle loro 3 figlie femmine, i miei genitori infatti non hanno avuto figli maschi. 

Mio padre era un ubriacone e non si prendeva cura della famiglia, e ha sempre perseguitato e picchiato mia madre perché non gli aveva dato un maschio, partorendo solo tre femmine. Mia madre era sola, e da sola cercava di curarsi di noi, di sfamarci ed educarci. Al di là di tutte le difficoltà mia madre mi ha permesso di studiare fino alla laurea, pur con tutte le opposizioni di mio padre. Ricordo come spesso mia madre ci sfamava portando il cibo avanzato dalle case dei ricchi per cui lavorava.

Io non ho mai ricevuto un briciolo di rispetto da parte di mio padre. Quando sono cresciuta mi sono innamorata (almeno credevo, fino a poco tempo fa) di un ragazzo di nome Vikas che viveva nella stessa mia baraccopoli. Ci siamo frequentati per 7 anni, ma la mia famiglia non accettava questa relazione. Contro il parere dei miei mi sono sposata con questo ragazzo. Abbiamo avuto 2 bambini, un maschio e una femmina. In 7 anni di fidanzamento e 11 di matrimonio non ho mai realizzato che mio marito viveva con una maschera, nell’oscurità, con una grande ambiguità sessuale che sfociava in relazioni adulterine con altre donne.

Proiettavo su di lui tutte le mie aspettative di rispetto mai vissute con mio padre, ma non lo sapevo. Lui lavorava in un pub come barman, e nelle sue debolezze mi tradiva con molte donne. Ora mi rendo conto che ero completamente dipendente da lui, e ci ho messo tutto questo tempo per capire che non c’era amore tra noi, ma solo falsità. Mi sono accorta dei suoi tradimenti quando una volta il marito di una di queste donne con cui andava lo ha denunciato al commissariato di polizia per aver avuto una relazione con sua moglie, che nella nostra cultura è un atto illegale. Hanno trattenuto mio marito al commissariato e in quella occasione, scrivendo una lettera di scuse alla polizia, sono riuscita a riportarlo a casa.

Poi è arrivata Italia Solidale, e abbiamo iniziato a partecipare agli incontri di una comunità, ma né io né mio marito abbiamo mai condiviso questo problema e la nostra sofferenza, perché avevamo paura del giudizio degli altri, della società, che su queste questioni in India è molto feroce. Noi coprivamo tutto pensando che quello fosse un problema privato che avremmo risolto autonomamente. Ma recentemente di nuovo ho scoperto che mio marito aveva una relazione con una donna sposata e con 2 bambini. Sono partiti entrambi con la scusa del lavoro, ma con l’intenzione di andare a vivere insieme. Quando ho scoperto questo ho avuto un grande dolore, mi sono chiusa in me stessa e non mi sono più aperta con nessuno. Con il passare dei giorni la mia depressione è aumentata e avevo dentro tanta rabbia verso mio marito. Non percepivo più Dio né fuori né dentro di me. In queste depressioni il diavolo ha lavorato bene e in modo forte e intelligente, cercando di distruggermi.

Io ero in balia del diavolo, e ho seriamente pensato di suicidarmi. Ho lasciato i miei figli a casa e sono andata fuori con l’intenzione di buttarmi in un pozzo. Così ho fatto, e una volta caduta ho combattuto tra vita e morte nell’acqua. Ringraziando Dio, una persona della baraccopoli si è accorta che mi ero buttata e ha chiamato subito i passanti intorno a noi, e tanti di questi erano membri di Bangalore Solidale. Alcuni si sono buttati nel pozzo e mi hanno salvato mentre stavo affogando. Mi hanno portato in ospedale e i dottori mi hanno detto che ero fortunata se ero ancora viva. Da quel momento i membri delle comunità e le persone di Bangalore Solidale mi hanno fatto visita in ospedale continuamente per restarmi vicine, e tutte quelle condivisioni erano amore puro per me. Le persone degne di Bangalore Solidale hanno raccontato la mia storia a Manjunatha, volontario responsabile per le missioni di Italia Solidale in Karnataka, che subito è venuto a visitarmi e mi ha aiutato ad andare in profondità su quello che mi era successo.

Mi ha colpito molto quando Manjunatha mi ha spiegato il logo di Italia Solidale che hai disegnato tu, P. Angelo. Poi ho incontrato anche Luca Rando, che segue dall’Italia la missione di Bangalore Solidale, il quale mi ha riportato subito sulla forza della creazione di Dio nei primi 30 giorni di vita, dove c’è solo amore e indipendenza. Ho rivisto il video del bambino intrauterino dal cellulare e ho percepito l’amore di Dio che è dentro di me e che non dipende da nessuno, né dal padre né dalla madre né dal marito[1]. Ho pianto tanto con Manju e con Luca, aprendomi con loro sulla mia storia e sulle mie ferite, poi continuando questa condivisione con la mia comunità di 5 famiglie e con le persone della missione.

Luca mi ha aiutato a vedere in te, p. Angelo, una testimonianza vivente di liberta e carità, e nei tuoi libri un vero nutrimento per ripartire e rinascere. Luca, Manju e le famiglie di Bangalore mi hanno visitato più di una volta, sostenendomi con relazioni di vero ed autentico amore. Ho ricominciato a leggere Uscire da ogni inganno personalmente, e ho risentito viva e forte la creazione di Dio in me. Pur essendo una donna di chiesa, di preghiera, una insegnante nella scuola, non ero veramente matura nella libertà e tenevo tutte le mie difficoltà e sofferenze chiuse nel mio cuore.

Ma ora Dio, attraverso il carisma, e utilizzando anche il diavolo che mi voleva morta, mi ha mostrato la via per la mia Rinascita. Sento che sto vivendo la mia passione quotidiana di fronte alle tentazioni a rinunciare, ma il carisma e le relazioni missionarie mi danno forza. Sento una chiamata missionaria ad essere testimone per i miei figli e per tutti i bambini del Mondo Solidale. Ti ringrazio p. Angelo anche per il video del virus, dove vedo come il diavolo lavora intelligentemente per creare distanza tra Dio e la sua creazione in ogni persona, e come questo Nemico non ha energia propria, ma si nutre delle nostre debolezze.

Ora con tutte le relazioni e i contenuti del carisma mi sto muovendo per uscire completamente dalle tenebre con un’autentica luce sul mio valore di creatura di Dio. Sto prendendo forti posizioni e facendo scelte importanti di fronte alle mie difficoltà, e sento di non essere più passiva di fronte ai diavoli. Le relazioni eucaristiche che ho ora con il carisma e la missione per sperimentare la carità sono le mie armi. Ora realizzo quanti bambini, quante donne e quanti uomini sono veramente bisognosi di questo carisma per vedere concretamente cosa hanno dentro e prendere una croce nuova di redenzione, come Cristo ci testimonia. Ora credo nel mio Io Potenziale e nella chiamata a testimoniare alle tante vite che sono in attesa e bisognose. Ancora non ho condiviso tutta questa esperienza con il mio donatore, ma lo farò ora nella lettera che gli scriverò per Natale, con tanta gioia e riconoscenza.

Grazie p. Angelo per donarci questo carisma che ci aiuta a vivere e testimoniare la forza della creazione in noi. Oggi siamo in tanti riuniti con fede viva perché insieme a te nella carità possiamo raggiungere tanti figli di Dio con autentica testimonianza. Oggi ringrazio Dio perché attraverso di te do valore alla vita che Lui mi ha donato.

Grazie e auguri p. Angelo: sento che l’unico modo per ringraziarti è risorgendo completamente! Grazie grazie grazie e buon compleanno!

Maria Sherly, Ulsur, Bangalore.

[1] Per il riferimento ai primi 30 giorni cfr il libro di Angelo Benolli La Famiglia non si inganna al capitolo 3, dove il tema viene approfondito spiritualmente e scientificamente.  
un'immagine dello slum di Bangalore, in India

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