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Testimonianza di Stefano Bovenzi, Italia Solidale-Mondo Solidale Vo.S.Vi.M.

20221103-Stefano Bovenzi - Italia Mondo Solidale

Caro P. Angelo, TANTI AUGURI! Il tuo compleanno è la mia festa; è la festa di oltre 2 milioni e mezzo di persone; è la festa degli Angeli del cielo; è la festa della Vita, è la Gloria di Dio! Quello che Dio ha fatto con la Creazione è immenso; il dono di Gesù, che è Dio e la Sua Opera di Redenzione e Testimonianza per i Suoi figli è di un infinito amore; lo Spirito Santo che soffia dove vuole, con chi vuole e quando vuole è una Grazia continua da cogliere, vivere e testimoniare; la Madonna, Vera Madre, si è sempre manifestata con dolcezza e fermezza: ma nonostante ciò l’umanità non è riuscita mai a convertirsi veramente. La buona volontà non è mai bastata per poter venir fuori dai diavoli e aiutare i fratelli a fare lo stesso. Tentativi e buoni propositi, trattati, libri, evoluzione, emancipazione, sembra che hanno remato e remano contro l’Opera di Dio, più che essere con-creatori e con-redentori, più che partecipare, e ringraziare e collaborare umilmente al servizio della Vita, stiamo diventando suoi distruttori.

Ringrazio proprio Dio perché prima che il mondo fosse già aveva pensato di dare tramite te un’altra opportunità oggi, per far fronte agli errori correnti nei tempi e modi più attuali. Dici sempre di non meritare tutto questa Opera Sua, ma te la meriti tutta, proprio perché è Dio che te l’ha donata. Relazionandomi con migliaia di persone grazie a te e alla missione, sento che oggi solo i contenuti del Carisma, solo una testimonianza e una tenuta così forte e vera; solo un movimento di carità così grande e completo e pieno di Dio possono salvare il mondo. Anche io sono un abitante di questo mondo, una creatura di Dio mortificata però da tanti inganni e solo quando ho incontrato te ho iniziato ad uscirne. 

Ringrazio Dio di essere nato in una realtà di Natura. I miei giochi d’infanzia sono stati nei prati, tra i monti, nei ruscelli, con le mucche e tra i raccolti, esplorando grotte o selve inaccessibili, raccogliendo funghi, asparagi e frutti dagli alberi. Vivevo in un borgo fuori dal paese, con 6 famiglie e 8 bambini. Zona archeologica con un bellissimo Castello abbandonato, che era il centro dei nostri sogni, ritrovo e rifugio; lì dentro ci inventano di tutto, quasi ci vivevamo. La nostra casa si affacciava sulla strada statale Casilina dove transitava “il mondo” e dove i miei genitori avevano un locale commerciale.

Ovviamente preferivo stare fuori casa con gli amici che in casa a vivere la frenetica attività. Mia madre lavorava tutto il giorno servendo i clienti; mio padre lavorava con ditte che costruivano autostrade, usciva e ritornava con il buio. Un fratello e una sorella più grandi con i quali non ho avuto mai vere relazioni. Anche nei fine settimana l’attività di famiglia era aperta dall’alba al tramonto e non abbiamo mai vissuto un momento di esperienza esterna, al mare, in montagna insieme… si lavorava e basta.

Negli unici momenti di incontri familiari, nei pasti o poco altro, c’erano solo discussioni o scontri. La relazione che vedevo tra i miei genitori era quasi solo di litigi e con e tra i figli non era tanto differente. Tutto molto squallido e mortificante, e anche se senza colpe di nessuno, pieno di umanità e ignoranze antropologiche. Sono nato di 7 mesi dopo 4 aborti di mia madre e nel mezzo di questo disastro che oggi sappiamo bene cosa significa, forse avevo il “vantaggio” di essere l’ultimo della famiglia e mia mamma mi portava con lei nei suoi tanti pellegrinaggi, e per 3 volte anche a Lourdes dove lei, sofferente da sempre, cercava la Vera Madre e dove è andata per più 20 di anni consecutivi. Mio padre spesso mi portava a caccia o al lavoro con lui e in mezzo alle confusioni che vivevo erano delle esperienze che comunque mi aiutavano.

Come anche il periodo in cui mio padre ha realizzato una pista di GoKart, avevo 7 anni, ho iniziato a sfrecciare su queste macchinette diventando subito il migliore e per alcuni anni è stata un’esperienza di espressione che mi ha salvato. Nell’adolescenza, ferito dalle relazioni, sono iniziate le prime relazioni con le ragazze, ma veramente ho avuto delle grandissime difficoltà. Quasi evitavo, anche se sentivo la spinta, ma era difficilissimo relazionarmi visto i totali isolamenti vissuti. Finalmente al liceo… che è stata una sorta di liberazione. Viaggiavo indipendente per andarci, ma erano dei viaggi per scappare da tutto. Da quel momento mi sono buttato sulla sessualità e relazioni disordinate che ho iniziato a mettere a posto solo dopo tanti anni e solo con te.

Fingevo di andare a scuola, ma preferivo ritrovarmi con amici e gironzolare per le città. Mi hanno bocciato 6 volte e la soluzione è stata rinunciare agli studi e provare a fare il poliziotto. Sfumata anche questa opportunità sono partito militare, esperienza forte e divertente. Lo stesso giorno che sono rientrato, insieme a mio fratello, abbiamo rilevato l’attività dei miei genitori ampliandola. Siamo durati meno di 2 anni insieme perché la relazione era un disastro. Ho dovuto cercare e crearmi lavori di ogni genere per mantenere un’onestà e una sussistenza mentre intorno c’era malavita, compromessi e ambiguità di ogni tipo. Quando avevo 24 anni mio padre è morto di tumore ai polmoni appena dopo la pensione. Non ha retto al termine della sua unica espressione. Da lì tutto è stato molto difficile, si sono susseguite problematiche molto grandi insieme ad un declino progressivo delle attività commerciali sempre grazie alle disunità.

Anni veramente terribili fino a quando ho avuto l’opportunità di venire a Roma ed iniziare a lavorare a TV2000, la televisione dei vescovi. La prima esperienza lavorativa più “lineare” e ben retribuita; un lavoro dinamico e motivante, un ambiente rispettoso. Per quello che avevo vissuto… era oro colato! Ma il Disegno di Dio era un altro. La ragazza con cui stavo era molto sofferente a causa della sua difficile storia. Nonostante avessi sempre una volontà di ferro, ma piena di mancanze di identità, non potevo aiutarla, anzi sicuramente con le mie incompletezze contribuivo ad alimentare i suoi malesseri. Ho avuto il coraggio di lasciarla solo dopo molto tempo, menomale, perché prima ero quasi costretto a restare in quella relazione volendo aiutare a tutti i costi senza averne le capacità. Quando ci siamo lasciati, sicuramente la cosa migliore per entrambi, mi sono ritrovato a vivere da solo, a Roma, città stupenda, lontano da attaccamenti e legami “non rispettosi”… ero l’uomo più felice del mondo!!! Mi sentivo finalmente libero!

In questa situazione la mia persona è iniziata a venire fuori. Ho sempre sentito, sin da piccolo, la meraviglia della vita, la forza, la bellezza della Natura, la gioia del vivere, ma che è stata sempre soffocata da un totale inganno sociale, familiare e relazionale che mi portava a sopravvivere e non a vivere. Ho sempre sentito la presenza di Dio dentro di me nonostante conoscessi pochissimo il Vangelo e in mezzo a tutti i disastri e mancanze che vivevo, pregavo intensamente Dio. Gli chiedevo di aiutarmi a trovare quello che sentivo già esistesse da qualche parte. Gli chiedevo sempre, sin da piccolo, di indicarmi Lui la strada. Ero certo che da qualche parte del mondo c’era quello che desideravo, anche se non sapevo cosa fosse. Ero certo che da qualche parte avrei incontrato Lui e la possibilità di vivere e servire la meraviglia della vita non come la vivevo, ma come è!

Mi recavo sempre a piazza San Pietro specialmente la domenica per l’Angelus. Una di queste volte rientrando e sentendo forte questa spinta interna, mi sono fermato, ho alzato gli occhi al cielo, ho allargato le braccia e ho detto “Signore sono pronto! Prendi per te la mia vita e fanne ciò che Tu vuoi perché io sono un disastro!”. Ebbene il Signore ha visto che finalmente ero sincero, ha aspettato che lo chiedessi e mi ha ascoltato! Dopo pochi giorni ho letto sulla rivista Acqua & Sapone del “Laboratorio Mass Media”: corso di formazione ideato da volontari di Italia Solidale (Alberico Cecchini, Francesco Buda, Giuseppe Stabile e Daniela Gurrieri), in comunione con te, P. Angelo, che era dedicato a chi lavorava nei Mass Media. Si chiamava “La Persona e la comunicazione”, e proponeva: “Prima di essere un giornalista, un professore, un genitore, un prete, … devi essere una Persona!”.

Mi ha molto colpito, stavo cercando e sentivo di avere trovato qualcosa che veramente mi corrispondeva. Mi sono iscritto e sono venuto in associazione, incontrando subito delle persone eccellenti, umili, disponibili, con una luce negli occhi e nel cuore unica, e degli “insegnamenti” che sentivo venivano dall’Alto. Mi sono sentito accolto per quello che ero, ma nello stesso tempo richiamato a cercare me stesso prima di ogni cosa, a cercare Dio e ad amare i fratelli in ogni ambito, anche nella comunicazione. Ovviamente tutto era basato sullo “Sviluppo di Vita e Missione” da te promosso, P. Angelo, e ho avuto subito il tuo libro “Uscire da ogni inganno”.

Poi è arrivato il primo incontro con te! Era il 2006. Una bomba d’amore!!! Il giorno dopo che ti ho conosciuto ho fatto un sogno molto valido. Ho sognato che gli Angeli mi insegnavano a volare. Mi trovavo in un “Angelo-porto”, dove Angeli grandi, candidi, decollavano e atterravano. Due mi sorreggevano e mi insegnavano a decollare e ad atterrare. Dopo alcune prove, eravamo in volo e mi hanno lasciato solo… io ho barcollato un po’… e poi ho iniziato a volare solo! Che forza, che emozione, che grande Segno di Dio!

Da quel momento penso di aver messo “mano all’aratro”, Padre Angelo. Aver incontrato te è significato aver incontrato me! Tu hai dato l’opportunità alla mia persona di esprimere la meraviglia che ho dentro semplicemente con la tua testimonianza. Mi hai fatto vedere e sentire, e ci fai vedere e sentire continuamente, la Creazione che è dentro di noi, unica e irripetibile, che va sempre difesa, rispettata, amata e testimoniata, altrimenti si perde, ed è una perdita immensa. Ci fai vedere che la vita è tale solo se la vivo e la testimonio, solo se ho luce sull’inconscio e sulle diaboliche registrazioni inconsce, altrimenti diventa la morte mia e la morte di tutte le azioni e relazioni.

Avevo 33 anni e sono iniziate le irrinunciabili partecipazioni alle messe, approfondimenti, e la Grazia di fare gli incontri personali con te. Sono iniziati i viaggi missionari e ho iniziato a coinvolgermi molto… mi sentivo finalmente vivo. A quel punto ho lasciato il lavoro, contro tutto e tutti, ma avevo trovato la Vita e null’altro valeva se non seguire quella Verità che sentivo fortissima. In questi anni con te ho fatto delle esperienze immense. Ogni tua parola, ogni relazione con te è stato motivo di scandalo per i miei condizionamenti, balsamo su tutte quelle “identificazioni negative” che mi hanno sempre bloccato; sei stato la chiave per aprire un infido e seppellito forziere, avvolto da catene generazionali colme di falsità; un forziere che conteneva la mia dignità e che ora sta iniziando a venir fuori. E grazie a questa novità ho potuto anche incontrare la stessa novità che stava vivendo Anna e ci siamo sposati proprio nella carità! E da li è iniziata un’altra meravigliosa avventura!

La relazione con i donatori, l’impegno per salvare i bambini, la sacra relazione con i poveri del Sud del mondo e l’esperienza continua della missione, nel permanere nei contrasti, sono stati e sono l’Università della Vita, l’unico insegnamento di cui la mia persona e qualsiasi persona ha bisogno. L’unica strada che passa per “La Porta Stretta” e che conduce alla Vita Eterna. Con te sto imparando a vivere e proporre Dio che ho dentro; a vivere e proporre Gesù, senza parlare, ma incarnando la Sua Testimonianza; con te sto imparando ad ascoltare e seguire lo Spirito Santo che non ho mai considerato, ma che ora sento proprio vicino. Sto imparando il valore della Croce di Cristo che è un’unità con la mia persona chiamata alla croce personale; a riconoscerla e non rimuoverla, per toccare, vedere e offrire ogni profondissima mancanza inconscia. Grazie a te sto imparando che solo così ci può essere la resurrezione, la libertà da ogni male; sto imparando che la mia persona c’è solo con un permanente movimento missionario, con una continua espressione creativa e di servizio, solo con una salda comunione con il Padre, Figlio e Spirito Santo e solo con una salda figliolanza con la Madonna.

Tu, Padre Angelo, stai portando la mia persona ed il mondo ad avere la luce ed il coraggio di far fuori i diavoli in Cristo, tutti! Ogni parola che scrivi o che professi è dettata solo da esperienza personale e da unione profondissima con Dio. Una Fede che non si può descrivere. Una certezza di Dio che è nel tuo essere e si concretizza in ogni tua opera.

Mi emoziona sentire quanto Amore di Dio c’è nella tua opera missionaria. Mi sento felice e onorato poter partecipare e servire questa Volontà di Dio oggi e ti ringrazio profondamente per aver sempre seguito Dio prima degli uomini e ti ringrazio per la fiducia in me e in tutti noi. Ti ringrazio per aver colto i Suoi Segni, per non essersi adattato a nessuna falsità, per aver cercato sempre la forza, la libertà, la verità; ti ringrazio per essere Oblato a Maria, ti ringrazio per aver lottato così tanto e di essere stato sempre positivo e gioioso, ti ringrazio perché per questo carattere Dio ha potuto donarti il Carisma. 

Ringrazio e benedico il lago e le montagne e quei posti stupendi che ti hanno cullato; ringrazio e benedico i tuoi genitori e la tua famiglia che sono stati strumenti di Dio. Ringrazio e benedico Maria Frau che ti ha sempre amato e sostenuto e servito e che hai amato, sostenuto e servito; ringrazio e benedico tutti quelli che ti ringraziano e benedicono e prego e pregherò sempre per te.

Insieme a me ti ringraziano migliaia di persone e bambini dalle missioni e dai territori che seguo e da tutto il Mondo.

Buona Vita e buona Missione!

Grazie, grazie, grazie!

Alé

Stefano Bovenzi

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