Italia Solidale - Mondo Solidale

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Entro Pasqua salviamo 1.000 bambini e famiglie nel Sud del mondo e altrettante persone e famiglie italiane con i gemellaggi mondiali

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recente viaggio missionario indiano a Bangalore

Partecipiamo alla Resurrezione di Gesù con la nostra Resurrezione nella Carità, 
attraverso la missione che è la manifestazione dell’Amore di Gesù che vince ogni morte. 

“Apriamoci, ampliamoci, doniamoci” per coinvolgere le persone attorno a noi 
negli scambi intensi e veri di vita che si sperimentano con i gemellaggi mondiali.

Così siamo liberi e formiamo il “Vivaio della pace” nel mondo in guerra.

Gesù è Risorto 2.000 anni fa ridonandoci la Vita, lo Spirito e la vera Pace. Oggi più che mai, però, siamo lontani da tutto questo. Gesù è fallito? No. La nostra cultura secolare che mette l’economia al primo posto è fallita! Lo dimostrano i fatti. Oggi, dopo millenni di questa cosiddetta “civiltà”, la fede, l’identità delle persone, le relazioni stanno scomparendo. Siamo ormai schiavi delle multinazionali, la terra è quasi distrutta dall’inquinamento industriale. In questo disordine soffriamo tutti, “ricchi” e “poveri”. Nel Sud del mondo ci sono centinaia di milioni di affamati, migliaia di bambini muoiono di fame ogni giorno; nei paesi industrializzati le persone sono sempre più chiuse e i bambini nascono sempre meno. In tutto questo siamo arrivati alla III guerra mondiale e non riusciamo ad uscirne.

Gesù è venuto a rimettere al centro Dio e la persona per l’amore, fuori da ogni riduzione delle culture umane. Le persone, però non hanno colto questa realtà, lo hanno messo in croce, sono rimaste dipendenti dalle persone, lontane da Dio, da sé e dalle vere relazioni. Tutto questo non è frutto di una colpa cosciente, ma di errori inconsci, mai visti né risolti. Oggi il bisogno primario di ogni essere umano è uscire da tutti questi inganni secolari, ritrovare Dio, la propria identità, la capacità di amare e lavorare bene, fino ad essere libero, sussistente e solidale. Solo con questa base possiamo trovare la vera pace in noi, tra noi e nel mondo.

Questa è l’esperienza che stiamo iniziando a vivere in 173 missioni dell’Africa, dell’India, del Sud America e in tutti i territori italiani, grazie alla nuova e completa cultura di vita e al nuovo modo di fare adozione a distanza, con i gemellaggi mondiali e le comunità eucaristiche e missionarie, sviluppati da p. Angelo Benolli, fondatore di “Italia Solidale – Mondo Solidale”, nei suoi 92 anni di vita e 64 di sacerdozio e 54 d’incontri quotidiani con persone di ogni cultura e religione.    

La ricchezza di questa esperienza si può cogliere nei libri, documenti e video di p. Angelo, ma specialmente nella vita completamente trasformata di tantissime persone e nei gemellaggi mondiali: scambi intensi e veri di vita in cui migliaia di persone e famiglie italiane salvano bambini e famiglie poverissime del Sud del mondo e vengono salvati a loro volta dall’amore. Tutto questo in una carità completa che rende tutti missionari. Così, le famiglie del Sud del mondo trovano donatori locali per bambini degli altri continenti creando una comunione tra poveri che non c’è mai stata. Così moltissimi italiani, già partecipi nei gemellaggi mondiali, con la loro semplice testimonianza e la loro carità, stanno coinvolgendo nella stessa esperienza tanti altri italiani che salvano tanti altri bambini di famiglie poverissime in Africa, India e Sud America.

Quello che stiamo vivendo è una novità enorme! Finalmente, dopo secoli di dipendenza, al nord e al Sud del mondo, ci sono persone missionarie, che non si adattano alle riduzioni del mondo ed esprimono la propria identità nell’amore, come Gesù ci ha mostrato. Tutte queste persone e famiglie formano autentiche comunità eucaristiche e missionarie dove nessuno si rifugia, ma tutti si sostengono ad essere liberi e solidali con gli altri. Questa esperienza è necessaria per tutti perché ci riporta a Dio e alla nostra natura nell’eucarestia mondiale.

Abbiamo migliaia di testimonianze di questa realtà in ogni regione italiana e nelle missioni del movimento in Africa, India e Sud America.

Roberta racconta così la sua esperienza: “Mi chiamo Roberta, sono sposata da 38 anni ed ho 2 figli ormai adulti. Ho sempre pensato di avere una famiglia “a posto”. Io e mio marito ci siamo sempre dedicati al lavoro per crescere i figli. Sembrava non ci mancasse nulla, ma dentro di me c’era tantissima chiusura e tanta sofferenza mai espressa. Ho avuto genitori molto violenti tra loro e per questo sono cresciuta con tante paure e insicurezze. Credevo che il matrimonio fosse la soluzione, ma non era così. Me ne sono accorta quando ho scoperto che mio figlio più piccolo era tossicodipendente dall’età di 14 anni. Io e mio marito non ce ne siamo accorti per 2 anni, per le enormi difficoltà che avevamo tra noi.

Questa situazione mi ha sconvolto. Non sapevo cosa fare. Mio figlio è passato da una comunità di recupero all’altra fallendo sempre, anche per la difficoltà mia e di mio marito di affrontare la situazione. Questo è durato circa 16 anni, anche con procedimenti penali, carcere, arresti domiciliari.

il gemellaggio live tra Immacolata e Roberta con Daniela Fortini

Oggi ringrazio Dio perché mentre ero completamente sola nei miei problemi, il Signore mi è venuto incontro attraverso una mia conoscente, Maria Teresa, che mi ha proposto di salvare un bambino condividendomi come lei si stava ritrovando in questa carità e nei contenuti dei libri di P. Angelo Benolli. Ho subito accettato e mi è stata affidata una bambina dell’Uganda di nome Immacolata. Quando abbiamo fatto il gemellaggio, sono rimasta commossa dalle testimonianze della sua famiglia, soprattutto perché davanti alle terribili sofferenze e violenze che avevano subito, erano liberi e gioiosi di parlare liberamente senza nessuna vergogna e amavano.

Con tutte le mie grandi difficoltà, approfondivo i contenuti dei libri di P. Angelo, che mi corrispondevano e mi spingevano a svegliarmi, ma non sapevo come fare.

Pur con tante resistenze, ho continuato a tenermi collegata a tutti i momenti eucaristici di Mondo Solidale e questo mi ha piano piano sciolto, ma quello che mi ha veramente aiutato è stato superare tutti i miei blocchi e testimoniare agli altri l’immenso valore dei gemellaggi. La continua missione verso gli altri mi ha dato giorno per giorno la possibilità concreta di reagire alle mie profonde chiusure e paure, e questo mi dava sempre più forza e speranza di ritrovare la mia persona e una fede che non avevo.

Questo mi ha portato a prendere delle posizioni forti con mio figlio il quale per la prima volta nella vita, è uscito di casa, ha trovato un lavoro, ora vive in un appartamento e provvede autonomamente alla sua sussistenza. Questa è stata una Grazia che ci ha liberato tutti e ha salvato anche mio figlio.

Ora mi sento una nuova persona, non perché perfetta, ma perché credo in me, in Dio e nella continua missione! Ho ritrovato la gioia e la necessità della preghiera perché la vicinanza a Dio mi sta dando tanta forza e tanta sicurezza. Solo nello sperimentarmi continuamente missionaria sto ritrovando la vita e le giuste relazioni con sempre più persone.

Prego di mantenerci tutti missionari affinché troviamo tutte le persone che aprano il cuore a tutti i bambini che aspettano!”

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Laura Sciuto con p. Angelo Benolli

Anche Laura racconta personalmente la sua esperienza: “Sono sempre stata una donna frenetica, iperattiva, stare ferma mi faceva sentire a disagio; una famiglia perfetta, una bella casa in un quartiere di Roma Nord, una vita piena di impegni, di cene, di belle vacanze. Ma io non c’ero, mi facevo trascinare da tutto questo; ci tenevo al giudizio delle persone, volevo che mi considerassero brava, indispensabile, disponibile. Nel pieno di questa “non vita”, nel 2008, mi diagnosticarono la SLA.

Proprio in ricerca di una soluzione vera incontrai P. Angelo Benolli, in più di cinquant’anni come sacerdote, missionario, antropologo. Lui, vedendo tutti i giorni dalla mattina alla sera tante persone con problemi e malattie, aveva scoperto che stavano male perché la loro originale creazione era stata colpita, ferita, integrata, adattata, da ciò che avevano incontrato fin dall’infanzia. Compresi che soffriamo se dentro di noi c’è il contrasto tra l’“Io Potenziale” (ciò che siamo per creazione e natura) e l’“Io Reale” (ciò che diventiamo in base a ciò che sperimentiamo). Questa sofferenza ci porta spessissimo anche ad ammalarci.

Cominciai a partecipare come missionaria per vivere e proporre i gemellaggi iniziando ad avere più fiducia nelle mie potenzialità nonostante il mio corpo piano piano si stava immobilizzando. Ho trovato anche la mia spiritualità a cui non avevo dato mai l’importanza.

Con il movimento personale di salvare i bambini, piano piano intorno a me si aggregavano tante persone e abbiamo iniziato a fare comunità, anche condividendo il gemellaggio con Victor Manuel, un bambino di una missione di “Italia Solidale- Mondo Solidale” in Colombia. In un primo momento era una esperienza felice e positiva, ma andando avanti con il tempo vedevo che la mia salute e il mio spirito si stavano perdendo. Leggevamo i libri di Padre Angelo, li commentavamo, però, come mi sono resa conto poi, era solo un fatto “di testa”: la spinta missionaria di testimoniare ad altre persone per salvare altri bambini e altri italiani era trascurata. Ci eravamo chiusi e io mi sentivo soffocare.

Dopo una video chiamata con la famiglia di Victor Manuel e altre famiglie colombiane, ho capito che dovevo amare e vivere, non parlare e chiacchierare. Per questo ho mandato all’ aria questa comunità e ho cominciato ad essere missionaria con tutti, soprattutto con i giovani. Ho iniziato a sostenere gli altri che via, via si coinvolgevano, ad essere anche loro missionari e partecipare personalmente al mondo solidale essendo anche loro testimoni. Oggi continuo ad essere gemellata personalmente con Victor Manuel ed anche con altri bambini nelle missioni dell’Africa e dell’India, ma soprattutto sono missionaria con tutti!

Ora dopo tante croci e preghiere, dopo quasi vent’anni di malattia (mentre i dottori mi dicevano che non avevo più di 5 anni di vita) da poche settimane ho iniziato nuovamente a parlare con chiarezza e a mangiare con il cucchiaino e non più con la cannuccia. Dio interviene e ci benedice sempre quando siamo veramente missionari!”

Anche per Victor Manuel e per tutte le famiglie della missione il gemellaggio con Laura è stato una benedizione. La sua testimonianza infatti li ha aiutati a comprendere sempre più che siamo tutti missionari, con la vocazione di amare in tutte le situazioni. Si tratta di un aiuto preziosissimo per queste famiglie che vivono in un territorio devastato dal narcotraffico e dalla guerriglia. La comunione mondiale in questo spirito missionario ha davvero salvato la Vita di Victor Manuel e sta salvando tanti altri bambini del posto. 

Da queste testimonianze si vede chiaramente che i gemellaggi che si vivono a “Italia Solidale – Mondo Solidale” sono relazioni profonde e autentiche in cui c’è una Grazia potente che salva le vite, crea reti d’amore e cambia le culture! In questa carità completa c’è un Amore grande, superiore a noi, che ci unisce tutti e ci rende liberi e missionari in un’esperienza di autentica Eucarestia mondiale.

Tutti aspettano questi gemellaggi mondiali per non morire e rinascere nell’Amore!

Non possiamo fermarci! Per questo, entro Pasqua, completiamo la missione di salvare altri 1.000 bambini e famiglie nel Sud del mondo coinvolgendo tanti altri italiani che stanno aspettando questo Amore. Così avremo un’esperienza della Carità che Gesù ci ha insegnato e risorgeremo anche noi con Lui, come Dio vuole.

Antonella Casini per i volontari di “Italia Solidale – Mondo Solidale”.

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