Italia Solidale - Mondo Solidale

News

KELAE MARIKO. L’Assassino tornato bambino

3bf274da-fce9-44f2-99cf-e563cfad0f90

Caro padre Angelo Benolli, La gloria del Padre onnipotente riempia d’amore i tuoi 64 anni di sacerdozio. Il tuo sacerdozio è una grande gioia per i Karamojong e arde in noi come fuoco nelle comunità, nelle famiglie, nelle zone e nelle missioni, come Gesù dice: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse acceso”.

Sono Mariko Kelae, della comunità “Regina degli Apostoli”, zona Nadunget, nella missione Naoi Virgin Mary a Moroto. Ti scrivo per ringraziarti, perché attraverso la partecipazione alla comunità e la carità ho recuperato la mia vita dal mondo oscuro del male, dell’ignoranza, dell’arroganza, della mancanza di verità e del disordine della vita e del bisogno materialistico che mi ha fatto uccidere molte persone per potere possedere molte mucche. Infatti ero un razziatore.

Mia moglie partecipava alla missione di Italia solidale, ma io ero contrario, e ogni volta che andava al capannone della missione, dove le famiglie si riuniscono, la picchiavo dicendole che stava perdendo tempo tralasciando tutti i lavori domestici a casa.

Un giorno mia moglie è andata nel capannone per l’incontro e quando me ne hanno parlato, senza perdere tempo, ho preso subito il bastone per andare lì a picchiarla. Arrivato al capannone, ho scoperto che stavano proiettando il video che tu hai realizzato sulla realtà del bambino intrauterino. Ciò che ho potuto vedere mi ha molto toccato e ho sentito che anche io ero come quel bambino in cui Dio pone meravigliose energie e che non è nemmeno consapevole del suo mignolo. Sono rimasto lì seduto con il mio bastone in mano fino a quando il video non è finito e me ne sono andato a casa consapevole delle tante cose brutte che stavo facendo.

Il video ha cambiato ogni male dentro di me proprio come Paolo, che andò per la persecuzione dei cristiani e Gesù lo incontrò per strada. Quindi è così che i tuoi libri e documenti mi hanno incontrato.

Ottenendo questa luce e libertà, ho iniziato a partecipare seriamente alla cultura proposta da “Italia Solidale-Mondo Solidale” perché volevo convertirmi completamente e iniziare a vivere una nuova vita, amore, gioia, felicità e desideravo un forte rapporto con mia moglie e anche con i figli.

Non passò molto tempo che mia moglie si ammalò e fu di nuovo un brutto momento per me. Mi chiesi che tipo di tentazione fosse questa. La malattia di mia moglie è diventata grave e lei non poteva parlare né muoversi. Era molto grave.

L’anno dopo Simona Monaco, una volontaria di “Italia Solidale”,  è venuta in visita missionaria e ha chiesto di mia moglie. Le altre famiglie della comunità le hanno detto che mia moglie era molto malata e stava per morire e anche io le ho detto la stessa cosa perché era arrivata al punto di non mangiare nulla e i medici mi avevano detto di riportarla a casa perché non potevano curarla. Simona, sentendo questo, domandò a me e alle comunità “chi vi ha detto che sta per morire? Tua moglie è di Dio e non morirà. Amala.”

Le sue parole mi hanno scioccato e mi hanno colpito forte allo stesso tempo. Finito l’incontro, Simona mi chiese di aiutare quattro comunità della missione che erano in difficoltà. Io non rifiutai ma dentro il mio cuore sentivo che Simona, invece di aiutarmi, mi stava dando altro lavoro mentre io mi chiedevo come avrei potuto sopravvivere. Ho comunque deciso di partecipare a quelle comunità perché qualcosa mi spingeva a continuare a partecipare e ho davvero seguito la mia voce interiore che mi diceva di continuare a farlo.

Ho fatto tanta fatica a non mollare, ma con il passare dei mesi le famiglie delle comunità hanno iniziato a venire a casa mia per leggere i tuoi libri, per pregare e per dare un contributo per aiutare i miei figli che stavano soffrendo molto la mancanza della mamma.

Padre Angelo, il mio continuare a partecipare alla cultura di vita e missione di “Italia Solidale-Mondo Solidale”, la relazione con tutte le altre famiglie, i libri, la carità e la missione mi hanno salvato, perché ho iniziato a sentire amore dentro di me ed ho iniziato a donarlo anche a mia moglie.

Mia moglie si è ripresa completamente.

Oggi siamo felici insieme nella cultura di Italia Solidale e per questo dico che Dio è veramente Amore e chi vive nell’Amore vive in Dio e Dio in lui, e possiamo crescere solo attraverso l’amore, possiamo vivere solo attraverso l’amore e raggiungere la saggezza solo attraverso l’amore.

Possiamo vivere una piena sessualità e relazione solo nella pienezza di questa esperienza.

Oggi siamo una famiglia missionaria insieme a tante altre e siamo felici per i gemellaggi che ci permettono di testimoniare che oggi c’è la vita dove prima c’era solo morte.

Grazie P. Angelo. Preghiamo per te e la tua salute.

KELAE MARIKO, KARAMOJA SOLIDALE – (UGANDA)

Altre news

23/12/2023

Il Natale di Christ. L’effetto di un gemellaggio

27/07/2023

Esmeralda Maria, Un Miracolo di Dio

16/03/2023

Testimonianza di Anyela, Sud del Cauca, Colombia

23/12/2023

Il Natale di Christ. L’effetto di un gemellaggio