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Nasce il Vivaio della Pace

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Subire passivamente le immagini delle guerre ci avvelena l’anima. Ognuno è chiamato a partecipare alla costruzione della pace. Italia Solidale lancia “Il Vivaio della Pace” che documenterà, via stampa e social media, testimonianze di pacificazione personale dall’Italia e dalle nostre missioni nel mondo.

Dopo il meeting mondiale “La Pace in noi, fra noi e nel mondo”, ed oltre 250 incontri missionari in tutte le regioni italiane, Italia Solidale lancia una nuova iniziativa culturale: un “Vivaio della pace” che, ogni settimana, condividerà attraverso stampa e social media contenuti e testimonianze di persone provenienti dalle missioni di Africa, India e Sud America e da tutta Italia, per dare, con umiltà, una concreta risposta alle grandi sofferenze dell’umanità del nostro tempo ed un piccolo ma significativo contributo alla necessaria costruzione di una nuova era di Pace. L’Iniziativa verrà presentata in un apposito incontro il prossimo 31 ottobre, nel santuario di S. Maria del Pianto.

L’impegno di tutta la vita del fondatore di Italia Solidale p. Angelo Benolli si è concentrato, per dirla con le sue parole, nel: “Trovare e testimoniare una nuova cultura di vita che realmente risolva la multiforme problematica dell’uomo di oggi, portando la scienza alla fede e la fede nel concreto della vita”. Su questo fondamento, condensato nei suoi libri e documenti, è nato il carisma di sviluppo di vita e missione, un cammino che, scrive p. Angelo: “Sostiene ogni persona a trovare, a partire da Dio e dalle sue realtà e potenzialità inconsce, la sua pienezza di libertà e pace”. Su questo carisma è nata Italia Solidale – Mondo Solidale, oggi presente in 173 missioni di Africa, India e Sud America, e in tutte le regioni italiane, con una prassi missionaria incarnata nella vita di migliaia di persone basata sulle piccole comunità “eucaristiche e missionarie” e sull’esperienza di un nuovo modo di fare adozione a distanza con “gemellaggi mondiali” condivisi in intense e vere relazioni di vita a livello internazionale. I frutti di decenni di lavoro su questa base in Italia e nel mondo sono stati tangibili durante il meeting mondiale “La Pace in noi, fra noi, nel mondo”, tenutosi a Roma, nel santuario di S. Maria del Pianto, dal 12 al 15 ottobre scorso, con la partecipazione di centinaia di persone missionarie coinvolte nelle comunità di Italia Solidale in Africa, India, Sud America ed anche Italia. 23 missionari laici africani, indiani e sudamericani sono venuti a Roma per partecipare in presenza all’incontro.

Il presidente di Italia Solidale, Davide De Maria, in un suo recente scritto ha espresso la consapevolezza emersa da questo meeting che: «Italia Solidale – Mondo Solidale ha in tutti i continenti una umile esperienza missionaria che ha portato a migliaia e migliaia di persone la possibilità di ritrovare la pace, la dignità, la libertà, l’indipendenza, la sussistenza, la creatività. Oggi più che mai, in questo tempo di guerra sempre più globale, c’è necessità di condividere una viva “luce di speranza” per cogliere, dal profondo, che ogni persona è creata da Dio per essere missionaria e per donare, nel suo piccolo, un enorme contributo di pace».

Le testimonianze, al meeting, sono state decine, molte delle quali riascoltabili sui canali social di Italia Solidale su Facebook e Youtube. Abbiamo ascoltato papà provenienti dal deserto Turkana capaci di avviare cambiamenti tanto efficaci da salvare la vita a centinaia di bambini del luogo e addirittura di trovare centinaia di donatori locali che hanno adottato bambini in altri continenti; donne indiane che hanno superato, con coraggio e fede, millenni di allucinanti discriminazioni e oggi sono missionarie portando pace tra famiglie indù, buddiste, cristiane e musulmane; donne colombiane abituate per decenni a subire e ad essere dipendenti che oggi, riscoprendo la propria dignità, strappano i bambini e i giovani dalle mani dei Narcos più potenti del mondo; ma anche donne e uomini italiani che, partendo dall’adozione a distanza personale e poi coinvolgendosi nell’esperienza delle piccole comunità sul loro territorio e nella missione per salvare i bambini, hanno raccontato di aver superato demoni dolorosi come violenza domestica, ansia, panico, depressioni, solitudine e smarrimento.

Italia Solidale è uscita da questo meeting rafforzata nella consapevolezza di avere un’umile prassi missionaria che aiuta le persone a liberarsi interiormente e a fare un cammino che dalla cura dell’inconscio porta alla fioritura nella missione per salvare i bambini. «Possiamo subire passivi le notizie che ci arrivano da Gaza, o da Kiev – ha detto il presidente De Maria – o possiamo incarnare e testimoniare una piccola ma grande esperienza di vita per contribuire alla costruzione della pace in noi, fra noi, nel mondo». Con questo scopo di fondo, i 23 missionari laici provenienti da Africa, India e Sud America che hanno preso parte in presenza al meeting, dal 20 al 30 ottobre saranno coinvolti in oltre 250 incontri in tutte le regioni italiane, per testimoniare con umiltà concrete esperienze di pace, condividendole con le decine di piccole comunità che si radicano pian piano in tutto il nostro paese.

«Sentiamo però – ha detto Antonella Casini, responsabile dell’area culturale del movimento – che la testimonianza non può scemare dopo il mese missionario di ottobre. Sentiamo il bisogno che quanto avviato dal meeting perduri nel tempo, negli anni. A questo scopo, il 31 ottobre prossimo, in s. Maria del Pianto, dalle ore 10 alle 12, faremo un incontro culturale aperto a tutti, dove lanceremo una nuova iniziativa: un Vivaio permanente di Pace. Un lavoro culturale condiviso che raccoglierà e condividerà, attraverso la stampa e i social media, ogni settimana delle concrete testimonianze di pace incarnata nella vita di persone da tutto il mondo. Sarano storie vere, concrete, di impatto, che condivideremo sulla base del carisma cuore di Italia Solidale, ma anche attenti alle più attuali vicende che si susseguiranno nel mondo, con lo scopo di dare un’umile risposta, fondata sulla nostra esperienza, alle ferite più dolorose dell’umanità di oggi, “non a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità”».

Giacomo Meingati

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