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Quando l’Amore brucia l’Anima. Lettera di Stefano Russo a p. Angelo Benolli

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Caro Padre Angelo, 

ieri abbiamo festeggiato la regalità di Cristo: la festa di Cristo Re dell’Universo. Grazie, perché ci hai testimoniato come tu, nel mantenere le tue energie personali e la tua libertà, se non avessi avuto Cristo saresti stato un niente, e hai detto che chiunque non sia nella verità e grazia come Gesù non è niente! 

Come tutte – e sottolineo tutte – le domeniche che passo a Santa Maria del Pianto, anche l’ultima è stata una grande festa dello Spirito Santo. In nessun altro luogo che io abbia frequentato si sente questo spirito. Abbiamo una luce, abbiamo una fede nuova, abbiamo una carità nuova, in una eucaristia mondiale che non c’è e non c’è mai stata.

Fuori c’è tanto relativismo etico, c’è tanta cultura della violenza e della prepotenza, c’è tanto qualunquismo di cui sono chiara espressione i nostri politici, e c’è, come ci ricordi tu stesso, una scienza senza anima e senza Dio e una religione che non entra nella vita delle persone divenendo una religione di ladri e briganti, come la chiama Gesù; e anche se ci sono persone che vedono e denunciano il male e le falsità che viviamo nessuno ha una soluzione ad essi. Spesso ci ricordi che bisogna trovare sempre una soluzione, e che con Dio c’è sempre una soluzione. Ce l’hai testimoniato nuovamente ieri raccontandoci in particolare di come sono nati i capannoni nelle nostre 173 missioni.

Ci apprestiamo a vivere il Natale, stiamo per entrare nell’Avvento e ancora una volta, nel mondo, vedremo un Natale in cui non c’è posto per Gesù, che non a caso nasce nella capanna col bue, l’asinello, con i poveri e i pastori. Le crisi degli ultimi anni, soprattutto con la pandemia e lo scoppio della guerra in Europa, hanno accentuato molto le diseguaglianze: solo per citarti un dato che ho letto sui giornali e che fa rabbrividire: le 10 persone più ricche del mondo oggi detengono sei volte tanto quello che ha il 40% più povero della popolazione mondiale, che sono 3,1 miliardi di persone.

Potrei sfilarti una lista di brutalità, di malignità di falsità, di debolezze presenti oggi nella realtà attuale ma mi fermo perché qui voglio raccontarti alcune piccole grandi esperienze che ho vissuto questa settimana ma che si possano tranquillamente moltiplicare per 100 e più, perché sono esperienze che stiamo vivendo in tutti i territori italiani e in tutte le 173 missioni del sud del mondo.

L’altro giorno mi sono trovato a chiamare una donna che mi ha detto: “sono distrutta economicamente e anche psicologicamente”. Questa frase mi ha molto toccato, ho cominciato a parlarle, ma da solo non potevo aiutarla. Gli ho proposto di fare una videochiamata con la missione del Turkana dove aveva l’adozione, lei per alcune settimane però non mi ha più risposto al telefono, ma io non ho mollato, perché avevo sentito l’anima di questa persona.

L’ho ricontattata, e alla fine abbiamo parlato, abbiamo fatto questa videochiamata col Turkana, dove lei aveva aiutato per 10 anni un bambino, ma poi ha perso il lavoro e si è separata dal marito con 2 figlie e non ha più potuto sostenere l’adozione con questa famiglia. Insieme a Mark del Turkana e insieme a una famiglia delle nostre comunità abbiamo sostenuto questa persona. Specialmente Mark gli ha riportato l’esperienza dei donatori locali, che donano quello che hanno: galline, patate, pomodori, capre, e gli ha detto: “Tu dona quello che hai, ma partecipa, perché noi spesso andiamo a dormire affamati ma se non facciamo le comunità e non ci incontriamo con i libri e i documenti perdiamo l’essenziale. È quello che ci dà la forza di andare avanti e di trovare soluzioni insieme.”

Lei davanti a Mark e a una donna di 22 anni con già due figli ha detto che anche lei ha avuto la prima figlia quando aveva solo 16 anni e che gli dicevano di abortire, ma lei ha tenuto e ha detto che quella bambina le ha salvato la vita, l’ha aiutata a guarire, anche da una malattia fisica, e quindi ha detto con grande gioia che parteciperà nella relazione, e appena avrebbe avuto una quota da mandare l’avrebbe mandata.

Dopo questa bellissima chiamata col Turkana questa persona mi ha richiamato e mi ha detto che insieme a quella figlia partorita per Grazia a 16 anni, che ora ha 27 anni, riprenderà l’adozione pagando completamente la quota ogni mese, e poi ha messo la foto di questa famiglia adottata sul suo profilo del telefono, in modo che qualsiasi persona che la chiama o le manda un messaggio veda non più la sua faccia ma questa famiglia con cui si è gemellata. 

Caro Padre Angelo in questo tempo di grandissima grazia abbiamo ricevuto le migliaia di lettere per i donatori italiani per il Natale. E’ una grazia poter preparare queste lettere, sempre di più sono lettere in cui al centro c’è la relazione tant’è che quasi la metà di queste lettere sono state date a mano, senza spedirle, attraverso le persone degne missionarie dei territori.

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Ho avuto la grazia di preparare alcune di queste lettere insieme al nostro caro Renato. Credo che dovremmo avere molta carità e pregare per Renato: lui nonostante sia povero porta avanti diverse adozioni e vive con Grazia la sua compagna disabile e il figlio disabile e fino a qualche anno fa si era preso in casa anche la sua ex moglie anch’essa disabile, poi non è stato più possibile tenerla e questa donna è stata messa in una casa di riposo dove si è ammalata di cancro e nella casa di riposo neanche se ne sono accorti, ora ha un cancro che si è molto espanso. 

Preparando queste lettere ne ha presa una che non aveva donatore e ha regalato un’adozione alla sua ex moglie affinché abbia sostegno e carità. La sera mi ha mandato un messaggio ringraziando Dio e me dicendo:” È stata una giornata molto intensa e piena di presenza dello Spirito Santo, stasera la mia anima è gioiosa e nutrita come un bambino al seno della Madre!”. 

Caro Padre Angelo, Rita di Caserta questa grandissima missionaria, artista delle torte con le quali, indipendentemente dal marito, paga le sue adozioni e che ha trovato decine e decine di persone e formato tante comunità, una sera ha pregato molto lo Spirito Santo, la mattina dopo mi ha scritto: “ sentivo una voce interiore che mi spingeva a chiamare la mamma di un’amica di mia figlia, non ho esitato e l’ho chiamata, c’è stato un grande scambio su tanti argomenti, eravamo sempre sulla stessa linea, sembrava di conoscerci da tanto mentre in effetti era la prima volta che parlavamo. Si è aperta tanto e mi ha raccontato della sua vita. Quando le ho parlato dell’adozione non ha esitato, mi ha chiesto subito cosa fare. Victor, il bambino adottato ha trovato una grande famiglia da cui riceverà tanto amore, che il Signore benedica questo nuovo bellissimo gemellaggio!”. 

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Caro Padre Angelo, sempre di più stai toccando con mano che ci sono, nei vari territori italiani, delle persone degne formidabili. Tra queste c’era una coppia di anziani: il marito era cieco, erano sempre insieme perché lei lo aiutava a fare qualsiasi cosa, erano delle persone molto semplici e grandissimi missionari. Avevano adottato 14 bambini, ma soprattutto coinvolto decine di persone. 

Quest’anno sono tornati entrambi al Padre, uno a distanza di due mesi dall’altro, ma ciò che hanno seminato sta continuando a portare frutto. Le persone che hanno coinvolto stanno ora pian piano trovando altre persone che possano adottare quei 14 bambini rimasti orfani di donatore, ne hanno già trovate 7.

Una di queste persone mi ha detto che, quando il figlio ha accolto la proposta di fare un gemellaggio, lui e la moglie erano da quattro anni sposati ma non riuscivano ad avere un bambino, e dopo pochissimi mesi, essendosi aperti a un gemellaggio, hanno avuto un figlio, che è nato poche settimane fa.

Caro Padre Angelo, queste persone degne sono veri missionari che convertono. Io ho una persona in una delle comunità che seguo che qualche anno fa ha perso il marito per un cancro.

Il marito era molto, molto credente, da quel momento lei ha cominciato ad odiare Dio, ed è entrata in una costante e rassegnata malinconia.

Oggi, attraverso i missionari del suo territorio, ha ritrovato la fede partecipando alla comunità con i tuoi libri e ascoltando le testimonianze delle persone. Anche lei ora è tornata a pregare ed è missionaria.

Queste sono solo alcune delle grandi esperienze che stiamo facendo in tutti i territori italiani e che, anche grazie al tuo documento “Abbiamo bisogno di stare con Dio come Abramo”, con le 2 nuove comunità per territorio ogni anno, saranno esperienze permanenti che si moltiplicheranno di anno in anno.

Ringrazio il Signore per tutto questo e anche per il dono speciale del Sacerdozio di P. Stephen. Ringrazio e prego per te, per Maria Frau, per tutte le persone della casa, per tutte le persone che ti sostengono più da vicino, ma prego soprattutto per tutti i missionari, sia italiani che del sud del mondo, che possano sempre essere più liberi e indipendenti e sentire la regalità di Cristo che tu ci testimoni ogni giorno!

Che Dio ti benedica! Che Dio benedica Italia Solidale Mondo Solidale!

Stefano Russo

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