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Salvati 1.000 bambini e famiglie nel Sud del mondo e altrettante persone e famiglie italiane con i gemellaggi mondiali

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Raggiunto l’obiettivo di Natale del Vivaio della pace diItalia Solidale – Mondo Solidale”

 Manifesteremo questa grandiosa realtà con approfondimenti e testimonianze il prossimo 6 gennaio, presso la nostra sede, nel santuario di S. Maria del Pianto, dalle ore 9 alle ore 11.

Siete tutti invitati!

Vogliamo partecipare all’Epifania di Gesù con la nostra Epifania nella Carità ed aiutarci a continuare nella missione che è la manifestazione perpetua della Vita e dell’Amore in Lui.

Con l’obiettivo costante di non lasciare soli gli italiani e contemporaneamente salvare i bambini e le famiglie che rischiano di morire di fame nel Sud del mondo, nell’ultimo incontro nazionale dei missionari laici di Italia Solidale – Mondo Solidale dal tema “Natale: un Amore grande”, si era proposto un obiettivo di carità concreta da raggiungere entro Natale: salvare 1.000 bambini, coinvolgendo altrettanti italiani nelle adozioni a distanza con i gemellaggi mondiali.

Centinaia di persone missionarie, in tutte le regioni d’Italia, si sono mosse e hanno svolto una missione fortissima. Uomini, donne, giovani e anche bambini, già partecipi nei gemellaggi mondiali, con la loro semplice testimonianza e la loro carità, hanno coinvolto nella stessa esperienza tanti altri italiani che hanno salvato tanti altri bambini di famiglie poverissime nelle 173 missioni che “Italia Solidale – Mondo Solidale” sostiene in Africa, Inda e Sud America.

Questo fatto è una novità enorme! Non soltanto perché ci sono migliaia di italiani che hanno scoperto di essere naturalmente missionari e si stanno risvegliando per uscire dai tanti inganni culturali secolari che, come dice il Censis, ci rendono “sonnambuli”; ma anche perché si è visto con chiarezza che chi si apre alle adozioni a distanza con i gemellaggi mondiali ha la possibilità di vivere scambi intensi e veri di vita che salvano i bambini nel Sud del mondo, ma anche la propria vita.

Questa comunione mondiale risponde al bisogno primario dell’umanità che oggi ha assoluta necessità di ritrovare l’esperienza di autentiche relazioni per uscire da tante guerre, violenze e malattie. Oggi, con i gemellaggi mondiali, con le comunità eucaristiche e missionarie, con la nuova cultura di vita sviluppati, con l’aiuto di Dio, dal nostro fondatore, p. Angelo Benolli, si vive una rinascita continua che permette ad ognuno di partecipare al grande Amore di Gesù che nasce e si manifesta tra noi per farci rinascere con Lui come persone libere nell’Amore. Abbiamo migliaia di testimonianze di questa realtà in ogni regione italiana e nelle missioni del movimento in Africa, India e Sud America.

La Testimonianza del bambino ugandese Christ

Nel giugno scorso Rita, una volontaria di “Italia Solidale”, ha ricevuto una telefonata da “Alala”, una delle missioni di “Italia Solidale” in Uganda. Era Ronald, un uomo del posto che, oltre ad essere padre di un bambino adottato a distanza, è anche uno dei volontari locali che sostengono le altre famiglie della missione. Ronald era molto preoccupato per un bambino che aveva incontrato durante una delle sue frequenti visite alle poverissime famiglie del luogo. Il bimbo, di nome Christ, circa due anni di età, era sul punto di morire. Aveva il ventre gonfio, presentava gravi segni di malnutrizione. A noi sembra normale allarmarsi e cercare aiuto per un bambino che sta per morire. In realtà in Uganda e in tanti altri paesi dell’Africa sono talmente tanti i bambini che muoiono per fame o malattie, che è normale essere rassegnati e non fare nulla per salvarli. 

Christ con la mamma

Questa terribile esperienza, nel tempo, ha creato una cultura dove non si dà più valore ai bambini e alla Vita. Anche la madre di Christ, una donna molto sofferente, che faceva sforzi sovrumani per crescere da sola 7 figli avuti da uomini diversi, aveva questa attitudine.

L’esperienza delle comunità eucaristiche e missionarie, le relazioni con le famiglie italiane e degli altri continenti che scaturiscono dai “gemellaggi mondiali”, stanno però cambiando questa falsa cultura. Per Ronald e le altre famiglie della missione, la morte di Christ non era un fatto “normale”, la sua vita aveva un grandissimo valore, come quella di ogni persona. Ecco perché Ronald ha chiesto aiuto a Rita la quale, come tutti i volontari di “Italia Solidale”, è in continua relazione con tantissime persone nelle missioni del Sud del mondo e nelle regioni italiane. Quello che è successo in Italia e in Uganda per salvare la vita di Christ testimonia la potenza di questi gemellaggi d’amore che davvero salvano i bambini nel Sud del mondo e le persone in Italia.

Rita, infatti, ha subito lanciato un appello a tante persone coinvolte nelle regioni italiane. Davide, un ragazzo di Comiso, ha risposto subito mettendosi in moto con tutti quelli che conosceva. Tra questi c’erano Giancarlo e Francesca, una coppia di Ravenna già impegnata in un gemellaggio. Francesca racconta che quando le è arrivata la richiesta di aiuto per Christ, lei e Giancarlo erano alle prese con i gravissimi danni che l’alluvione dell’Emilia Romagna aveva provocato alla loro casa. Dice anche che, davanti a quella catastrofe, sentivano nel cuore la spinta a salvare sempre più bambini e quindi hanno deciso di adottare a distanza anche Christ. In questo amore, dice Giancarlo, Dio è intervenuto e li ha aiutati ad affrontare e risolvere l’emergenza con spirito e coraggio.

Il gemellaggio è stata una grandissima benedizione per Christ e la sua famiglia, ma anche per Ronald e tutta la comunità locale che continuava a muoversi per salvare il bambino, sfidando incomprensioni e pregiudizi culturali. Con la solidarietà di tutti infatti, Christ veniva portato al dispensario locale dove riceveva le prime cure che però non risolvevano la sua situazione. I sanitari del posto dicevano che il bimbo doveva essere trasportato all’ospedale di Kampala (distante centinaia di chilometri) per accertamenti. Davanti a ciò la comunità non si scoraggiava e, organizzandosi per pagare le spese e sostenere la famiglia del piccolo, portava il bambino in ospedale. Qui i medici hanno diagnosticato una malformazione all’intestino e lo hanno sottoposto ad una lunga e difficile operazione. A questo è seguito un delicato periodo di degenza in cui tutti hanno continuato a partecipare. Infine, proprio il 25 dicembre di quest’anno, Christ è stato dichiarato fuori pericolo!

Questo è un evento davvero eccezionale non solo perché il bimbo ora può vivere, ma anche perché il fatto che tante persone, in Uganda e nel mondo, si siano mosse per salvare la vita di un bambino moribondo è stato un messaggio culturale fortissimo che ha aiutato e sta aiutando tantissime persone e famiglie africane ad uscire dalla rassegnazione e a dare valore ai bambini e alla Vita.

Come le altre migliaia di gemellaggi che si vivono a “Italia Solidale – Mondo Solidale”, anche quello tra Christ, Giancarlo e Francesca è una Grazia potente che salva le vite, crea reti d’amore e cambia le culture! In questa carità completa c’è un Amore grande, superiore a noi, che ci unisce tutti e ci rende liberi e missionari in un’esperienza di autentica Eucarestia mondiale.

Tutti aspettano questi gemellaggi mondiali per non morire e rinascere nell’Amore!

Non possiamo fermarci!

Per questo, insieme a migliaia di italiani e in comunione con tante famiglie dell’Africa, dell’India e del Sud America, continueremo questa missione con lo scopo di salvare almeno altri 1.000 bambini entro Pasqua per risorgere anche noi con Gesù nella Carità, come Dio vuole.

Antonella Casini per i volontari di “Italia Solidale – Mondo Solidale”.

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